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La violenza del mio amore Copertina flessibile – 2 settembre 2021
Dario Levantino (Autore) Scopri tutti i libri, leggi le informazioni sull'autore e molto altro. Vedi Risultati di ricerca per questo autore |
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- Lunghezza stampa260 pagine
- LinguaItaliano
- EditoreFazi
- Data di pubblicazione2 settembre 2021
- Dimensioni21.4 x 2 x 14 cm
- ISBN-13979-1259670212
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Dettagli prodotto
- ASIN : B08XZGJ81X
- Editore : Fazi (2 settembre 2021)
- Lingua : Italiano
- Copertina flessibile : 260 pagine
- ISBN-13 : 979-1259670212
- Peso articolo : 300 g
- Dimensioni : 21.4 x 2 x 14 cm
- Posizione nella classifica Bestseller di Amazon: n. 167,756 in Libri (Visualizza i Top 100 nella categoria Libri)
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Recensito in Italia il 17 ottobre 2021
Recensioni migliori da Italia
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Ancora una volta attraversiamo la violenza che attraversa il protagonista sentendocela addosso, ne condividiamo i lividi, e lo vediamo continuamente rialzarsi e resistere.
Forse ancora più intenso dei due precedenti capitoli, non è facile al terzo romanzo di una serie, chapeau.
Lo consiglio vivamente a chi vuole ancora emozionarsi leggendo un libro.
L’ho riletto, in classe, con i miei alunni a cui è piaciuto molto: la storia offre spunti interessanti per riflettere su temi di attualità da inserire, eventualmente, in un percorso di educazione civica.

Recensito in Italia il 17 ottobre 2021
Lo consiglio vivamente a chi vuole ancora emozionarsi leggendo un libro.
L’ho riletto, in classe, con i miei alunni a cui è piaciuto molto: la storia offre spunti interessanti per riflettere su temi di attualità da inserire, eventualmente, in un percorso di educazione civica.

È un film.
Un film che ci mostra una realtà di cui noi privilegiati sappiamo troppo poco.
Perché informarsi costa.
E, soprattutto, spaventa.
Sapete cos’è Brancaccio? È il quartiere più malfamato di Palermo.
È qui che vivono Anna e Rosario.
Due ragazzi che si amano, che aspettano una bambina, che sognano un futuro come tutti i loro coetanei... ma che sono soli.
Soli perché i genitori di lei se ne sono andati, rinnegandola, perché il padre di lui è in carcere e perché la madre è morta di anoressia.
Soli perché nessun parente si degna di ospitarli, e sono costretti a vivere nello sgabuzzino di una chiesa.
Soli perché il sistema scolastico è fatto su misura dei ricchi e dei privilegiati.
Soli perché lo Stato li ha abbandonati.
E li ha lasciati nelle mani della mafia locale.
“La violenza del mio amore” è la storia di una lotta per la sopravvivenza, di una battaglia per conquistare dei diritti irraggiungibili, di un scontro continuo tra sogno e realtà, bene e male, giusto e sbagliato.
Ma è anche la storia di un amore infinito, un amore così profondo che non ha bisogno di parole... bastano gli sguardi.
Cosa ho provato leggendo questo libro? Rabbia, tanta rabbia, e poi dolore, paura, frustrazione... e un enorme senso di impotenza. Perché avrei voluto essere lì, al fianco di Anna e Rosario, a lottare con loro e per loro.
E invece l’unica cosa che riesco a fare è tenere tra le mani questo libro, e piangere per un dramma che non posso cambiare.
L'ossimoro del titolo è una costante di tutto il romanzo che è fatto di contrapposizioni e di antipodi tra il bene e il male, l'egoismo e l'altruismo, la povertà e la ricchezza, la morale e il compromesso, la rabbia e l'amore, la vendetta e il perdono.
Ho trovato questo più maturo, completo e introspettivo. Anche i personaggi comprimari sono approfonditi e sfaccettati maggiormente.
I temi trattati sono tanti e importanti: l'emarginazione sociale, il dilemma del compromesso morale, la voglia di riscatto. Ho apprezzato sempre di più Anna: un personaggio viscerale, autentico, sensoriale. Mi ha ricordato un po' alcune protagoniste della Mazzantini, femminili, istintive e primordiali.
Padre Giovanni diventa un vero e proprio protettore della giovane famiglia creata da Rosario e Anna. È un uomo gentile e altruista, ma anche concreto e un esempio di vita per Rosario.
E poi c'è Jonathan, il cane "psicologo" empatico, coraggioso e capace di un amore totale e incondizionato come solo gli animali sanno essere.
Il percorso di Rosario in questo romanzo è un turbine di emozioni e di esperienze, positive e negative. Si scontra con una realtà dura che mette alla prova i suoi principi e la sua coscienza.
Rosario è in cerca di redenzione, Rosario vuole essere migliore, non è disposto ad accettare le catene di un mondo che non agevola il miglioramento, che non vuole che un ragazzo cresciuto in un quartiere difficile si affranchi dalla miseria.
Perché è in quella miseria e nella disperazione che la criminalità attinge il proprio tessuto sociale, la propria manodopera a basso costo.
E così Rosario decide di provare a superare i limiti in cui la società stessa lo ghettizza, di elevarsi da una condizione nella quale si è trovato suo malgrado.
E poi c'è un affresco, spesso molto negativo della scuola pubblica, fatto di professori incapaci di comunicare e privi di empatia, ma è anche un'apologia degli insegnanti che fanno bene il loro lavoro, con passione e abnegazione, anche nelle difficoltà del precariato, della grettezza di alcuni colleghi e dello scherno di alcuni studenti.
Rosario ama la scuola nonostante la maggior parte dei compagni lo tenga a distanza, schiavi delle apparenze e delle differenze sociali, nonostante l'ottusità di alcuni insegnanti cristallizzati in un modello di scuola antiquato, opportunista e miope.
Dario Levantino con questo romanzo raggiunge dei picchi di poesia pura sia nelle descrizioni immaginifiche della città con i suoi colori e i suoi odori che la rendono viva e pulsante, sia nel fare sentire sulla pelle del lettore le emozioni del protagonista. Con la sapienza di un abile narratore, riesce a fare empatizzare con i personaggi, ad immedesimarsi nel loro dolore, a soffrire i loro patimenti.
"È questa la violenza dell'amore: esaurisce chi lo dona, saziandolo; sfama chi ne necessita, affamandolo".
Un romanzo che ti prende lo stomaco e il cuore e te li rivolta.
Voto: ⭐⭐⭐⭐⭐

Recensito in Italia il 25 settembre 2021
L'ossimoro del titolo è una costante di tutto il romanzo che è fatto di contrapposizioni e di antipodi tra il bene e il male, l'egoismo e l'altruismo, la povertà e la ricchezza, la morale e il compromesso, la rabbia e l'amore, la vendetta e il perdono.
Ho trovato questo più maturo, completo e introspettivo. Anche i personaggi comprimari sono approfonditi e sfaccettati maggiormente.
I temi trattati sono tanti e importanti: l'emarginazione sociale, il dilemma del compromesso morale, la voglia di riscatto. Ho apprezzato sempre di più Anna: un personaggio viscerale, autentico, sensoriale. Mi ha ricordato un po' alcune protagoniste della Mazzantini, femminili, istintive e primordiali.
Padre Giovanni diventa un vero e proprio protettore della giovane famiglia creata da Rosario e Anna. È un uomo gentile e altruista, ma anche concreto e un esempio di vita per Rosario.
E poi c'è Jonathan, il cane "psicologo" empatico, coraggioso e capace di un amore totale e incondizionato come solo gli animali sanno essere.
Il percorso di Rosario in questo romanzo è un turbine di emozioni e di esperienze, positive e negative. Si scontra con una realtà dura che mette alla prova i suoi principi e la sua coscienza.
Rosario è in cerca di redenzione, Rosario vuole essere migliore, non è disposto ad accettare le catene di un mondo che non agevola il miglioramento, che non vuole che un ragazzo cresciuto in un quartiere difficile si affranchi dalla miseria.
Perché è in quella miseria e nella disperazione che la criminalità attinge il proprio tessuto sociale, la propria manodopera a basso costo.
E così Rosario decide di provare a superare i limiti in cui la società stessa lo ghettizza, di elevarsi da una condizione nella quale si è trovato suo malgrado.
E poi c'è un affresco, spesso molto negativo della scuola pubblica, fatto di professori incapaci di comunicare e privi di empatia, ma è anche un'apologia degli insegnanti che fanno bene il loro lavoro, con passione e abnegazione, anche nelle difficoltà del precariato, della grettezza di alcuni colleghi e dello scherno di alcuni studenti.
Rosario ama la scuola nonostante la maggior parte dei compagni lo tenga a distanza, schiavi delle apparenze e delle differenze sociali, nonostante l'ottusità di alcuni insegnanti cristallizzati in un modello di scuola antiquato, opportunista e miope.
Dario Levantino con questo romanzo raggiunge dei picchi di poesia pura sia nelle descrizioni immaginifiche della città con i suoi colori e i suoi odori che la rendono viva e pulsante, sia nel fare sentire sulla pelle del lettore le emozioni del protagonista. Con la sapienza di un abile narratore, riesce a fare empatizzare con i personaggi, ad immedesimarsi nel loro dolore, a soffrire i loro patimenti.
"È questa la violenza dell'amore: esaurisce chi lo dona, saziandolo; sfama chi ne necessita, affamandolo".
Un romanzo che ti prende lo stomaco e il cuore e te li rivolta.
Voto: ⭐⭐⭐⭐⭐
