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Recensione cliente

I PRIMI 500 RECENSORIVOCE VINE
Recensito in Italia il 5 novembre 2020
Nessuno è perfetto, mai frase fu più azzeccata per i dispositivi nominati nel titolo. I tre altoparlanti smart più discussi del momento vanno infatti incontro a parecchi compromessi per quanto riguarda la qualità audio e la riproduzione, ma rappresentano il punto d’ingresso per accedere al mondo degli assistenti vocali di Amazon e di Google.
Per cui sono prodotti molto indicati per chi ancora non ha nessuno di questi dispositivi a casa e vuole semplicemente provare come funzionano per poi valutare in futuro quale scegliere.
Chiariamo subito una cosa. Alexa e Google Assistant sono gli assistenti vocali in questione e funzionano in maniera molto simile per quanto riguarda la maggior parte delle funzioni. Permettono di gestire i dispositivi connessi, ottenere informazioni su meteo, notizie e traffico, fare calcoli e conversioni, tenere la lista della spesa e tanto altro ancora.
Queste funzioni però non dipendono dal dispositivo che voi acquistate. Mi spiego: le funzionalità dell’uno o dell’altro assistente vocale non cambiano tra un dispositivo che costa 20 euro e un altro che ne costa 200. Questo perché l’assistente vocale non dipende dal punto di vista hardware dal dispositivo, che fa da ospite, ma dai server delle due aziende (ovvero Amazon e Google) (i server sono grandissimi PC che servono per gestire i dati e dare potenza all’intelligenza artificiale che permette agli assistenti di capire il nostro linguaggio).
Per cui Alexa e Google, faranno esattamente le stesse cose sia se decidete di acquistare un Echo Dot o un Nest Mini, sia che decidiate di spendere di più e acquistare un Echo Studio o un Nest Hub. Questi ultimi avranno semplicemente un audio migliore e i microfoni saranno più sensibili, ma nulla cambia per quanto riguarda le richieste che si possono fare e la loro esecuzione.

Fatta questa doverosa premessa, oggi, cosa conviene comprare tra Echo Dot di quarta generazione, appena diventato disponibile, Nest Mini ed Echo Dot di terza generazione (che però verrà tolto dal mercato probabilmente molto presto)?

***COME SONO FATTI***
Partiamo prima di tutto dalla costruzione e dagli ingombri e iniziamo dall’ultimo arrivato, ovvero l’Amazon Echo Dot (nel mio caso con display ma, a parte il display che indica l’ora e poche altre informazioni, è esattamente uguale all’Echo Dot senza display).
Il nuovo Echo Dot di quarta generazione si evolve con una forma sferica rispetto a quella di piccolo cilindro della precedente versione. Ha un diametro di 10 centimetri e un’altezza di 8,9 centimetri per un peso di 338 grammi. Al suo interno trova posto un singolo altoparlante con diametro di 1,6 pollici, ovvero 41 millimetri, più grandi rispetto alla precedente generazione.
È realizzato completamente in plastica riciclata, anche il tessuto che lo ricopre nella parte a vista. La parte posteriore è invece in plastica liscia e dietro sono collocati l’ingresso per l’alimentazione (con alimentatore proprietario da 15 Watt incluso nella confezione) e un jack aux da 3,5 millimetri. Quest’ultimo permette di collegare al piccolo Echo Dot di quarta generazione qualsiasi altoparlante, in modo da farlo diventare smart.
In alto ci sono i quattro pulsanti a rilievo. Permettono di regolare il volume (cosa che si può fare semplicemente dicendo “Alexa, imposta volume – da 1 a 10 “), attivare l’assistente vocale per l’ascolto di un comando oppure mutare i microfoni in modo da non permettere ad Alexa di rimanere in ascolto.
Il LED di stato è stato spostato nella parte inferiore ed è molto più luminoso. C’è un piccolo inconveniente: quando si illumina mostra, infatti, la polvere che si è accumulata sulle superfici, e l’effetto finale non è proprio gradevolissimo. Quando i microfoni vengono mutati si illumina di rosso.
Nella parte frontale c’è il display: indica sempre l’ora, oppure la sveglia impostata, il tempo rimanente di un timer, i gradi (quando si chiede ad Alexa quanti gradi ci sono). È utile, soprattutto se usate l’altoparlante in cucina, oppure in camera da letto come orologio e sveglia. Io personalmente vi consiglio di investire quei 10 euro in più per prendere l’Echo con display, a meno che voi non pensiate di posizionarlo in un posto dove non sia visibile.
Nest Mini è decisamente più piccolo ed è rimasto praticamente uguale al vecchio Google Home Mini che è andato a sostituire. Sembra un bombolone e ha un diametro di 9,8 centimetri e un’altezza di 4,2 centimetri. Occupa dunque molto meno spazio e può essere montato direttamente a muro grazie all’attacco nella parte posteriore o a uno dei tanti supporti di terze parti disponibili.
Anche lui è realizzato al 70% in materiali riciclati ed è disponibili in due colorazioni, ovvero grigio chiaro e antracite. Non ci sono pulsanti a vista. Questo perché i pulsanti sono touch: toccando le due estremità si regola il volume, mentre toccando al centro si attiva l’assistente vocale, si interrompe un timer, oppure si può gestire play/pausa quando riproduciamo un brano.
Preferisco questa seconda integrazione: dopotutto il pulsante per richiamare l’assistente vocale è inutile e occupa solo spazio, anche perché se è vocale lo chiamo sempre con la voce tramite l’apposito comando.
Nella parte posteriore c’è un piccolo switch che consente di mutare il microfono: quando attivato i quattro LED di stato nascosti nella parte superiore si illuminano di rosso (quasi arancione).
Nella parte posteriore c’è solamente l’ingresso per l’alimentatore, proprietario, con alimentatore da 15Watt incluso nella confezione.
Echo Dot di terza generazione ha praticamente gli stessi ingombri di Nest Mini: diametro di 9,9 centimetri e altezza di 4,3 millimetri. È un piccolo cilindretto. Integra tre microfoni (come Nest Mini e come Echo Dot di quarta generazione), nella parte superiore ci sono i quattro pulsanti di tutti gli speaker Alexa e il LED di stato è sempre sopra. In questo modo è anche più visibile, anche se meno luminoso rispetto a quello usato su Echo Dot di quarta generazione.
Nella parte posteriore c’è sempre l’ingresso per l’alimentatore da 15 Watt e l’ingresso jack da 3,5millimetri. Al suo interno c’è sempre lo stesso altoparlante con diametro di 41 millimetri, rivolto però verso l’alto, mentre su Echo Dot di quarta generazione è rivolto frontalmente.

***PREZZI***
Il capitolo prezzi è molto delicato ma vi posso dire una cosa. NON COMPRATELI A PREZZO PIENO. Come visto con l’Echo Dot di terza generazione, durante le giornate di offerte il prezzo si è abbassato fino a 19,99 euro, un’inezia ma soprattutto si parla di 30 euro in meno rispetto al listino. Non pochi.
Dunque, non abbiate fretta e aspettate le offerte per acquistarli perché comprandoli a prezzo pieno spendereste semplicemente di più. Stessa cosa dicasi per Nest Mini, che talvolta viene addirittura regalato.

***QUALITA’ AUDIO***
Come suonano i tre altoparlanti in questione?
Echo Dot 4 non suona meglio rispetto al suo predecessore, anzi. Probabilmente la situazione è un filo peggiorata, in quanto essendo l’altoparlante all’interno disposto in verticale, le vibrazioni vengono smorzate e quindi la superficie di appoggio non funziona più come “cassa di risonanza”. Al contrario Echo Dot di terza generazione ha un audio un filo più profondo con bassi leggermente più presenti. Questo succede perché l’altoparlante è molto vicino alla superficie in cui si appoggia lo speaker, e quindi questa fa da cassa di risonanza amplificando il suono prodotto.
A livello di qualità non c’è da aspettarsi miracoli. Entrambi suonano come una piccola radiolina di qualche anno fa, di quelle che si usavano per avere un minimo di musica di sottofondo a casa, senza dover per forza accendere la televisione.
Ai volumi più alti tendono entrambi a gracchiare, per cui consiglio un ascolto con un volume tra il 30 e l’80% del totale. In questo range l’audio risulta più godibile.
La vera critica che si può fare a Echo Dot 4 è che non ha cambiato nulla a parte le forme rispetto al suo predecessore. È vero che viene proposto con lo stesso prezzo di listino, ma dopo un anno ci si poteva aspettare almeno un po' di qualità in più, mentre in questo caso i driver sono esattamente gli stessi.
A maggior ragione vale la pena aspettare. Io presi Echo Dot con display (quello che vedete in foto) a 35 euro, prezzo decisamente più digeribile rispetto ai 70 euro del listino.
I microfoni funzionano bene, anche se ho notato che il nuovo Echo Dot 4 reagisce qualche millisecondo più velocemente e soprattutto riconosce meglio la voce anche quando siamo distanti o quando si sta riproducendo musica.
Nest Mini poverino non può fare miracoli. C’è però da dire una cosa: l’audio di Nest Mini è molto più pulito e tutto sommato gradevole rispetto a quello dei due Echo, anche se il volume massimo è decisamente più basso. Le frequenze risultano però più bilanciate e godibili e la riproduzione vocale, per esempio quando ascoltiamo le notizie, è molto più chiara.
In linea di massima, e come successo per i fratelli maggiori Nest Audio e Echo di quarta generazione, preferisco il Nest per quanto riguarda le richieste di notizie e messaggi vocali, mentre uso l’Echo per musica, timer e sveglie. In questi casi in particolare il display LED è davvero un valore aggiunto notevole.

***QUALE COMPRARE?***
Fermo restando che sia meglio aspettare le relative offerte prima di procedere con l’acquisto, la scelta è molto soggettiva e dipende da tantissimi fattori. Alexa è più umana nell’attivazione, d’altra parte Google capisce meglio e interpreta molti più comandi anche se non detti in maniera precisa. L’applicazione di Alexa è più intuitiva e permette di gestire un po' più cose, ma la gestione tramite skill può risultare complessa per un neofita.
Come detto, non esiste un migliore in assoluto. Se optate per avere più volume e un aspetto un po' più originale sicuramente l’Echo di quarta generazione fa più al caso vostro, se invece volete qualcosa di più discreto sicuramente il Nest è una scelta più saggia. Dipende però davvero tantissimo dalle proprie preferenze.
Echo Dot di terza generazione?
Vale la pena solamente se lo ritrovate a 20 euro. Sebbene possa essere considerato come l’altoparlante che ha reso di fatto le case degli italiani (e forse di tutto il mondo) più smart grazie al prezzo davvero basso, è ormai giunto a fine vita e verrà gradualmente sostituito dall’Echo di quarta generazione.
Immagine cliente
4,0 su 5 stelle Nuovo Echo Dot, vecchio Echo Dot o Nest Mini? Differenze, similitudini e quale scegliere
Di TotoRecensioni il 5 novembre 2020
Nessuno è perfetto, mai frase fu più azzeccata per i dispositivi nominati nel titolo. I tre altoparlanti smart più discussi del momento vanno infatti incontro a parecchi compromessi per quanto riguarda la qualità audio e la riproduzione, ma rappresentano il punto d’ingresso per accedere al mondo degli assistenti vocali di Amazon e di Google.
Per cui sono prodotti molto indicati per chi ancora non ha nessuno di questi dispositivi a casa e vuole semplicemente provare come funzionano per poi valutare in futuro quale scegliere.
Chiariamo subito una cosa. Alexa e Google Assistant sono gli assistenti vocali in questione e funzionano in maniera molto simile per quanto riguarda la maggior parte delle funzioni. Permettono di gestire i dispositivi connessi, ottenere informazioni su meteo, notizie e traffico, fare calcoli e conversioni, tenere la lista della spesa e tanto altro ancora.
Queste funzioni però non dipendono dal dispositivo che voi acquistate. Mi spiego: le funzionalità dell’uno o dell’altro assistente vocale non cambiano tra un dispositivo che costa 20 euro e un altro che ne costa 200. Questo perché l’assistente vocale non dipende dal punto di vista hardware dal dispositivo, che fa da ospite, ma dai server delle due aziende (ovvero Amazon e Google) (i server sono grandissimi PC che servono per gestire i dati e dare potenza all’intelligenza artificiale che permette agli assistenti di capire il nostro linguaggio).
Per cui Alexa e Google, faranno esattamente le stesse cose sia se decidete di acquistare un Echo Dot o un Nest Mini, sia che decidiate di spendere di più e acquistare un Echo Studio o un Nest Hub. Questi ultimi avranno semplicemente un audio migliore e i microfoni saranno più sensibili, ma nulla cambia per quanto riguarda le richieste che si possono fare e la loro esecuzione.

Fatta questa doverosa premessa, oggi, cosa conviene comprare tra Echo Dot di quarta generazione, appena diventato disponibile, Nest Mini ed Echo Dot di terza generazione (che però verrà tolto dal mercato probabilmente molto presto)?

***COME SONO FATTI***
Partiamo prima di tutto dalla costruzione e dagli ingombri e iniziamo dall’ultimo arrivato, ovvero l’Amazon Echo Dot (nel mio caso con display ma, a parte il display che indica l’ora e poche altre informazioni, è esattamente uguale all’Echo Dot senza display).
Il nuovo Echo Dot di quarta generazione si evolve con una forma sferica rispetto a quella di piccolo cilindro della precedente versione. Ha un diametro di 10 centimetri e un’altezza di 8,9 centimetri per un peso di 338 grammi. Al suo interno trova posto un singolo altoparlante con diametro di 1,6 pollici, ovvero 41 millimetri, più grandi rispetto alla precedente generazione.
È realizzato completamente in plastica riciclata, anche il tessuto che lo ricopre nella parte a vista. La parte posteriore è invece in plastica liscia e dietro sono collocati l’ingresso per l’alimentazione (con alimentatore proprietario da 15 Watt incluso nella confezione) e un jack aux da 3,5 millimetri. Quest’ultimo permette di collegare al piccolo Echo Dot di quarta generazione qualsiasi altoparlante, in modo da farlo diventare smart.
In alto ci sono i quattro pulsanti a rilievo. Permettono di regolare il volume (cosa che si può fare semplicemente dicendo “Alexa, imposta volume – da 1 a 10 “), attivare l’assistente vocale per l’ascolto di un comando oppure mutare i microfoni in modo da non permettere ad Alexa di rimanere in ascolto.
Il LED di stato è stato spostato nella parte inferiore ed è molto più luminoso. C’è un piccolo inconveniente: quando si illumina mostra, infatti, la polvere che si è accumulata sulle superfici, e l’effetto finale non è proprio gradevolissimo. Quando i microfoni vengono mutati si illumina di rosso.
Nella parte frontale c’è il display: indica sempre l’ora, oppure la sveglia impostata, il tempo rimanente di un timer, i gradi (quando si chiede ad Alexa quanti gradi ci sono). È utile, soprattutto se usate l’altoparlante in cucina, oppure in camera da letto come orologio e sveglia. Io personalmente vi consiglio di investire quei 10 euro in più per prendere l’Echo con display, a meno che voi non pensiate di posizionarlo in un posto dove non sia visibile.
Nest Mini è decisamente più piccolo ed è rimasto praticamente uguale al vecchio Google Home Mini che è andato a sostituire. Sembra un bombolone e ha un diametro di 9,8 centimetri e un’altezza di 4,2 centimetri. Occupa dunque molto meno spazio e può essere montato direttamente a muro grazie all’attacco nella parte posteriore o a uno dei tanti supporti di terze parti disponibili.
Anche lui è realizzato al 70% in materiali riciclati ed è disponibili in due colorazioni, ovvero grigio chiaro e antracite. Non ci sono pulsanti a vista. Questo perché i pulsanti sono touch: toccando le due estremità si regola il volume, mentre toccando al centro si attiva l’assistente vocale, si interrompe un timer, oppure si può gestire play/pausa quando riproduciamo un brano.
Preferisco questa seconda integrazione: dopotutto il pulsante per richiamare l’assistente vocale è inutile e occupa solo spazio, anche perché se è vocale lo chiamo sempre con la voce tramite l’apposito comando.
Nella parte posteriore c’è un piccolo switch che consente di mutare il microfono: quando attivato i quattro LED di stato nascosti nella parte superiore si illuminano di rosso (quasi arancione).
Nella parte posteriore c’è solamente l’ingresso per l’alimentatore, proprietario, con alimentatore da 15Watt incluso nella confezione.
Echo Dot di terza generazione ha praticamente gli stessi ingombri di Nest Mini: diametro di 9,9 centimetri e altezza di 4,3 millimetri. È un piccolo cilindretto. Integra tre microfoni (come Nest Mini e come Echo Dot di quarta generazione), nella parte superiore ci sono i quattro pulsanti di tutti gli speaker Alexa e il LED di stato è sempre sopra. In questo modo è anche più visibile, anche se meno luminoso rispetto a quello usato su Echo Dot di quarta generazione.
Nella parte posteriore c’è sempre l’ingresso per l’alimentatore da 15 Watt e l’ingresso jack da 3,5millimetri. Al suo interno c’è sempre lo stesso altoparlante con diametro di 41 millimetri, rivolto però verso l’alto, mentre su Echo Dot di quarta generazione è rivolto frontalmente.

***PREZZI***
Il capitolo prezzi è molto delicato ma vi posso dire una cosa. NON COMPRATELI A PREZZO PIENO. Come visto con l’Echo Dot di terza generazione, durante le giornate di offerte il prezzo si è abbassato fino a 19,99 euro, un’inezia ma soprattutto si parla di 30 euro in meno rispetto al listino. Non pochi.
Dunque, non abbiate fretta e aspettate le offerte per acquistarli perché comprandoli a prezzo pieno spendereste semplicemente di più. Stessa cosa dicasi per Nest Mini, che talvolta viene addirittura regalato.

***QUALITA’ AUDIO***
Come suonano i tre altoparlanti in questione?
Echo Dot 4 non suona meglio rispetto al suo predecessore, anzi. Probabilmente la situazione è un filo peggiorata, in quanto essendo l’altoparlante all’interno disposto in verticale, le vibrazioni vengono smorzate e quindi la superficie di appoggio non funziona più come “cassa di risonanza”. Al contrario Echo Dot di terza generazione ha un audio un filo più profondo con bassi leggermente più presenti. Questo succede perché l’altoparlante è molto vicino alla superficie in cui si appoggia lo speaker, e quindi questa fa da cassa di risonanza amplificando il suono prodotto.
A livello di qualità non c’è da aspettarsi miracoli. Entrambi suonano come una piccola radiolina di qualche anno fa, di quelle che si usavano per avere un minimo di musica di sottofondo a casa, senza dover per forza accendere la televisione.
Ai volumi più alti tendono entrambi a gracchiare, per cui consiglio un ascolto con un volume tra il 30 e l’80% del totale. In questo range l’audio risulta più godibile.
La vera critica che si può fare a Echo Dot 4 è che non ha cambiato nulla a parte le forme rispetto al suo predecessore. È vero che viene proposto con lo stesso prezzo di listino, ma dopo un anno ci si poteva aspettare almeno un po' di qualità in più, mentre in questo caso i driver sono esattamente gli stessi.
A maggior ragione vale la pena aspettare. Io presi Echo Dot con display (quello che vedete in foto) a 35 euro, prezzo decisamente più digeribile rispetto ai 70 euro del listino.
I microfoni funzionano bene, anche se ho notato che il nuovo Echo Dot 4 reagisce qualche millisecondo più velocemente e soprattutto riconosce meglio la voce anche quando siamo distanti o quando si sta riproducendo musica.
Nest Mini poverino non può fare miracoli. C’è però da dire una cosa: l’audio di Nest Mini è molto più pulito e tutto sommato gradevole rispetto a quello dei due Echo, anche se il volume massimo è decisamente più basso. Le frequenze risultano però più bilanciate e godibili e la riproduzione vocale, per esempio quando ascoltiamo le notizie, è molto più chiara.
In linea di massima, e come successo per i fratelli maggiori Nest Audio e Echo di quarta generazione, preferisco il Nest per quanto riguarda le richieste di notizie e messaggi vocali, mentre uso l’Echo per musica, timer e sveglie. In questi casi in particolare il display LED è davvero un valore aggiunto notevole.

***QUALE COMPRARE?***
Fermo restando che sia meglio aspettare le relative offerte prima di procedere con l’acquisto, la scelta è molto soggettiva e dipende da tantissimi fattori. Alexa è più umana nell’attivazione, d’altra parte Google capisce meglio e interpreta molti più comandi anche se non detti in maniera precisa. L’applicazione di Alexa è più intuitiva e permette di gestire un po' più cose, ma la gestione tramite skill può risultare complessa per un neofita.
Come detto, non esiste un migliore in assoluto. Se optate per avere più volume e un aspetto un po' più originale sicuramente l’Echo di quarta generazione fa più al caso vostro, se invece volete qualcosa di più discreto sicuramente il Nest è una scelta più saggia. Dipende però davvero tantissimo dalle proprie preferenze.
Echo Dot di terza generazione?
Vale la pena solamente se lo ritrovate a 20 euro. Sebbene possa essere considerato come l’altoparlante che ha reso di fatto le case degli italiani (e forse di tutto il mondo) più smart grazie al prezzo davvero basso, è ormai giunto a fine vita e verrà gradualmente sostituito dall’Echo di quarta generazione.
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