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Recensione cliente

I PRIMI 1000 RECENSORIVOCE VINE
Recensito in Italia il 22 dicembre 2020
Massimo Polidoro riesce in modo eccellente a conciliare lo stile del romanzo con il rigore nella ricostruzione dei fatti.
Il romanzo si svolge, con una certa alternanza, su due piani temporali, quello di Robert Ballard che nel 1985 ha ritrovato il relitto a 4000 metri circa di profondità e quello dei viaggiatori che per molte diverse ragioni nell'Aprile del 1912 erano a bordo del Titanic nel suo primo e unico viaggio.

L'interessante morale che se ne trae è che la presunzione porta sempre dei gravi rischi: in questo caso la presunzione era che la nave fosse inaffondabile, che quindi poteva essere lanciata a 20 nodi di notte in una zona di iceberg e che non occorreva avesse scialuppe di salvataggio per tutti.

Da segretario del CICAP, poi, Polidoro giustamente non perde l'occasione per citare e zittire le varie premonizioni (a posteriori) nonché l'aiuto dei sensitivi nelle ricerche (fino alla scimmietta che indica sulla carta dove cercare).

Bello e istruttivo. Assolutamente consigliato.
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