Recensione cliente

Recensito in Italia 🇮🇹 il 9 novembre 2020
“Lo spettro” presenta, purtroppo, lo stesso macroproblema del suo predecessore. Arrivato alla 9ª avventura del suo commissario “maledetto”, Jo Nesbø cerca di cambiare le carte in tavola per cercare di dare nuovo dinamismo alla sua serie, riuscendoci solo in parte. Come risultato, dunque, abbiamo un romanzo che parte anche in questo caso da premesse affascinanti e intrighi originali ma che finisce inevitabilmente con l’arenarsi contro gli artifici di una trama resa volutamente macchinosa per “allungare il brodo”. Certo, “Lo spettro” non si impantana in maniera irredimibile come avvenuto invece con “Il leopardo”, ma resta il fatto che la soluzione all’enigma che si presenta sotto gli occhi del protagonista viene servita in maniera piuttosto candida a circa due terzi del libro per poi essere negata e confermata almeno una dozzina di volte attraverso flashback e colpi di scena ideati apposta per sviare il lettore. Al netto di un’inevitabile stanchezza che interviene una volta superata la metà del libro, “Lo spettro” resta comunque un giallo gradevole, al quale si concedono volentieri quattro stelle (un po’ tirate, a dire il vero) per l’affetto che si prova per i protagonisti, per i dialoghi ricchi di citazioni di cultura pop e per un finale sospeso che lascia davvero spiazzati…
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