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Recensione cliente

Recensito in Italia il 23 settembre 2017
Ho atteso diverso tempo prima di scrivere questa recensione. Il motivo è che volevo avere modo di testare bene il prodotto prima di esprimere un qualunque commento: fin da quando sono arrivate ho capito che queste scarpe avrebbero cambiato letteralmente il mio modo di camminare, di vedere e vivere la corsa e lo sport in generale - e, in un certo senso, hanno anche finito per cambiare la mia visione della vita.

Comincio da principio. A maggio 2017 ho iniziato a soffrire di una brutta fascite plantare, ennesimo problema dovuto alla corsa (ho sempre corso con scarpe ammortizzate tipo asics o adidas, professionali per il running insomma), dopo che anche a novembre 2016 ho dovuto subire un periodo di stop a causa di una tallonite allo stesso piede. A seguito della fascite di maggio ho seguito diverse terapie professionali, quali tecar e ultrasuoni, oltre che provare le classiche creme antinfiammatorie che lasciano sempre il tempo che trovano ma che, in casi di disagio e dolori estremi, ci lasciano comunque una piccola speranza di poter migliorare la situazione. A luglio ad ogni modo la situazione non era migliorata, o meglio: migliorava a seguito dei cicli di terapia per poi tornare tutto come prima, sebbene io non avessi mai ripreso a correre e camminassi pochissimo per evitare di sforzare il piede. In questo periodo di stop mi sono a un certo punto imbattuta in un articolo che parlava del barefoot running; mi ero convinta che le scarpe ammortizzate potessero farmi sentire meno il dolore al piede, e davanti a opinioni forti come quella che bisognerebbe rivoluzionare il proprio approccio alla corsa e alla camminata, sostenuto dal barefoot, mi sono sentita un po' spiazzata. Continuando le mie ricerche per pura curiosità verso l'argomento, ho visto che le scarpe più "barefoot" sul mercato sono praticamente queste fivefingers... e ho iniziato a pensare che in fondo la teoria del "siamo nati per essere scalzi" non si basasse dopotutto su un principio errato. La camminata barefoot, e la corsa come secondo step, si basano su principi quali il fatto che le scarpe non dovrebbero avere tacco e dovrebbero farti sentire il più possibile il terreno che si sta calpestando: esasperata dal fatto che non stavo guarendo né con scarpe ammortizzate né con le terapie, ho voluto buttarmi e provare questo approccio. Ebbene, se è vero che è essenziale un periodo di transizione (non ci si può buttare a capofitto sul barefoot se finora si sono portati tacchi, scarpe ammortizzate e/o scarpe da metallaro rinforzate in ferro - bellissime ma pesantissime) superato questo periodo e anzi già all'inizio di questo periodo, ho capito che queste scarpe mi stavano davvero aiutando. Non solo: ho capito che la fascite plantare di cui ho sofferto non era che una spia verso un comportamento sbagliato e autodistruttivo: portavo scarpe troppo piccole, troppo pesanti, troppo costrittive - ero convinta di avere un 41 e solo dopo che il piede, in queste five fingers, ha avuto finalmente modo di distendersi e rilassarsi, sono giunta alla conclusione che altro che 41, porto un 43-44!!! Attraverso queste scarpe ho capito quanto della vita ci perdiamo ogni volta che camminiamo senza cognizione di dove, su cosa e verso cosa stiamo camminando, e anche la corsa diventa un'esperienza speciale, di puro contatto con la terra - perfino quella sul tapis roulantes. Cosa ho capito da questa esperienza? Tre cose:

- camminare, correre e lo sport in generale non sono attività fini a se stesse, finalizzate all'aumento di massa o perdita di peso: oltre tutto ciò, che sicuramente ci sta ed è parte della motivazione di uno sportivo, ci deve essere una necessità di benessere che non può essere scollegata dal desiderio e dal bisogno di vivere la vita in ogni sua piccola parte. Muovere un passo in queste scarpe mi fa sentire come se stessi andando avanti per la mia strada con le mie sole forze, perché viene richiesto al corpo di sviluppare una struttura muscolare che le scarpe classiche in commercio vogliono costringerci ad annichilire;
- less is more: in molti, quasi tutti a dire il vero, i contesti del benessere;
- nessuno vi guarderà mai così tanto per strada - non importa se indossiate un tacco 12 o vi siate chiusi per un anno intero in sala pesi - come quando avrete queste scarpe al piede. Mi fa sempre sorridere vedere come questa strana, meravigliosa scarpa sia in grado di suscitare uno sguardo di stupore nella gente, e sinceramente non sto troppo a chiedermi se tutto ciò sia visto in un'accezione positiva o negativa: mi diverte solo notare come sia impossibile che le five fingers restino davvero indifferenti a qualcuno.
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4,6 su 5 stelle
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