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Recensione cliente

Recensito in Italia il 5 marzo 2021
Che dire? Un altro capolavoro di Luca Vanoli. Mi sprecherei in lodi, ma preferisco spiegarvi cosa rende fantastico il secondo episodio della serie investigativa di Tullio Corbet e Padre Seàn.
L'avvocato e il gesuita stavolta sono chiamati a indagare su un omicidio non ancora avvenuto: il conte Odoardo Cardelli di Capodimonte è infatti certo che sua figlia Bianca, impossessata dallo spettro della parricida Beatrice Cenci, stia tentando di ucciderlo. Numerose prove sembrano dimostrare che la fanciulla sia effettivamente posseduta, tuttavia i due "detective" vengono inviati da Roma a scongiurare l'ipotesi, evitandole di essere sottoposta a un esorcismo. È stata la superstizione della contessa Isabella, seconda moglie di Odoardo, a spingere il marito a chiedere l'intervento della Chiesa; Corbet e padre Seàn dovranno fare una corsa contro il tempo per scagionare Bianca dall'accusa di tentato parricidio, ma una serie di sfortunati eventi si frapporrà tra loro e la Verità.
La vera chicca del romanzo è il gran numero di personaggi coinvolti, ognuno ben caratterizzato e magistralmente inserito nel caotico puzzle delle indagini: Alessandro, il frivolo figlio del conte; Giuliana, la sua negletta moglie; l'ipocondriaco frate Lucenzo Cardelli; Ro, la più piccola e risoluta figlia del conte; Olimpia e Leonardo Becci, figli di primo letto di Isabella; Ranuccio, fratello del conte Odoardo, e Virginia, sua giovane promessa sposa; Bella, un'avvenente ostessa; e naturalmente la povera Bianca, che dovrà dimostrarsi innocente in un'epoca (il Seicento) in cui i tribunali perseguivano la Giustizia tramite torture inimmaginabili.
A tali vicende, l'autore alterna la narrazione della vera storia di Beatrice Cenci. Il suo stile è scorrevole e ricercato, i dialoghi impeccabili, le ambientazioni suggestive.
Un libro che mi ha appassionata, commossa e istruita sull'inquietante e ingiusto modo di svolgere indagini in età moderna. Consigliatissimo!
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