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Recensione cliente

Recensito in Italia il 14 dicembre 2020
Sono un personal trainer da più di 16 anni e mi occupo di preparazione atletica ed allenamento funzionale per il multisport. Negli ultimi anni ho approfondito in particolare le tematiche relative all’endurance (corsa, ciclismo, nuoto).

Fatta questa doverosa premessa, il mio intento è lasciare una recensione tecnica ma di facile comprensione ed utilizzo al neofita così come all’atleta che decida di acquistare queste scarpe barefoot.

È il mio primo modello di five fingers e lo recensisco dopo 3 mesi di utilizzo continuo, mi hanno soddisfatto a tal punto che ho deciso di acquistare anche il modello v-trail 2 in quanto amo e spesso pratico escursionismo
e corsa in montagna.

Nulla da dire sul packaging e la qualità dei materiali utilizzati per queste scarpe.
Al primo tocco sembrano “molto fragili” rispetto ai modelli tradizionali ma la robustezza dimostrata dopo 3 mesi di utilizzo sia un palestra, sia su asfalto che in outdoor smentisce la prima impressione.
Tomaia leggera e resistente, suola molto sottile che non ha mostrato la minima usura.
L’ho utilizzata per esercizi a corpo libero, allenamento funzionale con sovraccarichi e corsa e il confort e la sensibilità che offrono è incredibile.

Se hai già imparato ad usare i piedi o ami allenarti scalzo il feeling con queste scarpe è incredibile. Soprattutto se ti alleni outdoor e non vuoi trovarti scalzo su asfalto o in un prato questa è la soluzione perfetta.

Se invece vuoi imparare ad usare i piedi questa è la prima alternativa che ti consiglierei partendo da semplici camminate ai primi esercizi a corpo libero (evitando salti, saltelli ed esercizi pliometrici in generale).

ATTENZIONE! L’approccio deve essere graduale e sapientemente programmato.
Dentro la scatola è presente un piccolo manuale con linee guida per utilizzarle in maniera produttiva evitando infortuni.

N.B. Nel mio caso l’utilizzo massivo è dovuto al fatto che per 20 anni ho praticato uno sport da combattimento (saltellando sul parquet a piede nudo per almeno 90’ al giorno), ho sempre corso e nell’ultimo anno ho calibrato la mia tecnica con “un appoggio corretto” e alleno costantemente i piedi, il core e la forza.

Proprio in relazione a questo punto sulla tecnica di corsa voglio soffermarmi.
Mi è capitato per esperienza sul campo ma anche leggendo diverse recensioni che questo modello viene utilizzato per “imparare a correre correttamente”.
Nonostante l’intento sua dei migliori questo approccio è forse il più pericoloso e improduttivo.

È possibile correre bene con qualsiasi scarpa, incluso un mocassino o un infradito. Può sembrare un esagerazione ma lo schema motorio della corsa è memorizzato nel cervello e non sarà una scarpa a modificarlo se prima non ci mettiamo la volontà di passare ore ed ore a fare esercizi di mobilità, tecnica e pliometrie soprattutto sui nostri piedi.

Mi è capitato in particolare di vedere proprio persone usare questi modelli e commettere il cosiddetto overstriding, cioè un errore tecnico in cui il tallone impatta a terra oltre l’appoggio del bacino con effetti traumatici importanti. Questo comune errore (anche in atleti avanzati) è il motivo per cui la maggior parte delle scarpe da running hanno un tallone molto ammortizzante e un differenziale di suola marcato tra tallone e avampiede.

Se volete iniziare ad usare il piede questo modelll può farvi degli spunti nuovi anche solo a livello di sensibilità (tipo un feedback tattile tra le dita, i sassolini sull’asfalto che sentirete sotto la pianta, il carico del peso corporeo maggiorato e una stabilità maggiore rispetto alle gomme delle scarpe tradizionali). Affidatevi al buon senso usando il libretto allegato, imparate a sentire il corpo e rispettarlo (se sento fastidì, crampi, dolori sospetti è un segnale che qualcosa sta cambiando/adattando/soffrendo) ed infine confrontatevi con altre persone, magari qualificate in materia, o scegliete un trainer che vi guidi in modo sicuro e preciso in questo nuovo viaggio.

Il piede ha le terminazioni nervose più veloci di tutto il corpo umano, è il nostro primo riferimento tattile nel movimento ed è definito l’organo della nostra postura.
Non sottovalutatelo mai ma prendetevene cura. Come dico sempre ai miei clienti...fate manutenzione al vostro corpo ma soprattutto ai vostri piedi.

Buoni allenamenti “a piedi liberi” a tutti!
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