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Recensione cliente

Recensito in Italia il 3 ottobre 2017
L’AGENDA RITROVATA –AUTORI VARI
“ Il ritrovamento dell’agenda rossa metaforicamente è il recupero di una forma di dignità, di un senso delle cose che finalmente si disvela, di una consapevolezza che un altro mondo, un'altra vita sono più che mai possibili"
L’Agenda rossa di Paolo Borsellino rivive sotto la penna di valenti scrittori che hanno voluto scrivere un pensiero legato a questa enorme tragedia che ha colpito la Repubblica.
Sette scrittori distribuiti diversamente sul territorio italiano,una presenza geolocalizzata di autori che hanno voluto lasciare in un libro una loro testimonianza, scrivendo ognuno un racconto su Paolo Borsellino.
Sono Helena Janeczek, Carlo Lucarelli, Vanni Santoni, Alessandro Leogrande, Diego De Silva, Gioacchino Criaco ed Evelina Santangelo che compiono un percorso letterario.
Si è chiesto loro, non il luogo in cui si trovavano il giorno della strage nè di fare un giornalismo di inchiesta, ma di essere solamente degli scrittori che raccontano con il proprio stile, con la propria lingua,dove si è stati in questi 25 anni successivi al 19 luglio del 1992.Cosa si è fatto in termini di restituzione della memoria per le generazioni che sono nate dopo il 1992 e che forse non sanno nulla.
Sono racconti inediti scritti da autori diversi ,che provengono da terre diverse ma della stessa nazione in cui il fenomeno mafioso è presente uniformemente dal Nord al Sud e da sempre.
Un fil rouge unisce i vari racconti, quello dell’agenda rossa di Paolo Borsellino. I racconti sembrano quasi essersi organizzati da soli tra di loro; è una grande esperienza di dialogo tra scrittori che raccontano questa nazione.Una sorta di staffetta parolaia, facendo uno sforzo di restituzione, come nella tradizione ebraica dove ognuno fa qualcosa per liberare il mondo dal male, in un percorso solidale di uomini giusti.
E’ un testo corale, non un racconto di invenzione che percorre varie piste, non ci si immerge nei dettagli dell’inchiesta. Al Nord vi è la mafia mentre al Sud vi è la comprensione del fenomeno. Dopo le stragi è sembrato risentire le parole di Falcone che qualificava la mafia come un fatto umano destinato a finire. Ma ci si è reso conto che dopo le stragi del 92, si viveva in un Inferno. E nonostante molti siano andati via tra cui lo stesso fratello di Borsellino, non si è persa la speranza ed anche se le strade a Palermo prendono il nome non dalla toponomastica cittadina ma dagli efferati delitti commessi, citando il grande Giudice Paolo Borsellino che più degli altri comprese le insane commistioni del Potere e della politica con la Mafia, Palermo diventerà bellissima.
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5,0 su 5 stelle un testo collettivo per rievocare un grande uomo delle istituzioni
Di Gaetano Celauro il 3 ottobre 2017
L’AGENDA RITROVATA –AUTORI VARI
“ Il ritrovamento dell’agenda rossa metaforicamente è il recupero di una forma di dignità, di un senso delle cose che finalmente si disvela, di una consapevolezza che un altro mondo, un'altra vita sono più che mai possibili"
L’Agenda rossa di Paolo Borsellino rivive sotto la penna di valenti scrittori che hanno voluto scrivere un pensiero legato a questa enorme tragedia che ha colpito la Repubblica.
Sette scrittori distribuiti diversamente sul territorio italiano,una presenza geolocalizzata di autori che hanno voluto lasciare in un libro una loro testimonianza, scrivendo ognuno un racconto su Paolo Borsellino.
Sono Helena Janeczek, Carlo Lucarelli, Vanni Santoni, Alessandro Leogrande, Diego De Silva, Gioacchino Criaco ed Evelina Santangelo che compiono un percorso letterario.
Si è chiesto loro, non il luogo in cui si trovavano il giorno della strage nè di fare un giornalismo di inchiesta, ma di essere solamente degli scrittori che raccontano con il proprio stile, con la propria lingua,dove si è stati in questi 25 anni successivi al 19 luglio del 1992.Cosa si è fatto in termini di restituzione della memoria per le generazioni che sono nate dopo il 1992 e che forse non sanno nulla.
Sono racconti inediti scritti da autori diversi ,che provengono da terre diverse ma della stessa nazione in cui il fenomeno mafioso è presente uniformemente dal Nord al Sud e da sempre.
Un fil rouge unisce i vari racconti, quello dell’agenda rossa di Paolo Borsellino. I racconti sembrano quasi essersi organizzati da soli tra di loro; è una grande esperienza di dialogo tra scrittori che raccontano questa nazione.Una sorta di staffetta parolaia, facendo uno sforzo di restituzione, come nella tradizione ebraica dove ognuno fa qualcosa per liberare il mondo dal male, in un percorso solidale di uomini giusti.
E’ un testo corale, non un racconto di invenzione che percorre varie piste, non ci si immerge nei dettagli dell’inchiesta. Al Nord vi è la mafia mentre al Sud vi è la comprensione del fenomeno. Dopo le stragi è sembrato risentire le parole di Falcone che qualificava la mafia come un fatto umano destinato a finire. Ma ci si è reso conto che dopo le stragi del 92, si viveva in un Inferno. E nonostante molti siano andati via tra cui lo stesso fratello di Borsellino, non si è persa la speranza ed anche se le strade a Palermo prendono il nome non dalla toponomastica cittadina ma dagli efferati delitti commessi, citando il grande Giudice Paolo Borsellino che più degli altri comprese le insane commistioni del Potere e della politica con la Mafia, Palermo diventerà bellissima.
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