Cani senza padrone - La Stidda: Storia vera di una guerra di mafia
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Cani senza padrone - La Stidda: Storia vera di una guerra di mafia Audiolibro Audible – Edizione integrale

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Dettagli prodotto

Durata 10 ore e 39 minuti
Autore Carmelo Sardo
Narratore Davide Marzi
Data di pubblicazione su Audible.it 10 agosto 2021
Editore Audible Studios
Tipo di programma Audiobook Audible
Versione Edizione integrale
Lingua Italiano
ASIN B09BB8ZY2R
Standard Italian

Recensioni clienti

4,7 su 5 stelle
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Recensioni migliori da Italia

Recensito in Italia il 21 ottobre 2017
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5,0 su 5 stelle Cani senza padrone - La stidda. Storia vera di una guerra di mafia
Di Cliente Amazon il 21 ottobre 2017
Scrisse Virginia Woolf che l’unico consiglio sensato sulla lettura è di non accettare consigli. Questa pertanto vuole essere un’avvertenza: fate attenzione prima di aprire un qualunque libro di Carmelo Sardo, perché diverrete per diverse ore dei lettori senza scampo.
Dopo tre romanzi che in tante parti del mondo hanno lasciato i lettori senza fiato, dopo sette anni di scrittura e mezza vita di ricerche, interviste e studi, Carmelo Sardo omaggia i suoi lettori con un saggio soggiogante, che al ritmo incalzante di un racconto, ripercorre la storia della stidda e della guerra di mafia fra la fine degli anni Ottanta e i primi anni Novanta.
C’è un giovane cronista in gavetta presso una rinomata emittente locale proprio durante gli anni cruenti della guerra di mafia. Un giornalista in erba che collabora alacremente con due prestigiosi quotidiani. Un ragazzo instancabile che sembra non avere una vita, perché di continuo la radio lo richiama sul posto di un fatto di sangue per scrivere cronache di morte e di strage.
« Io stavo uscendo dalla redazione di Teleacras, dopo una lunga giornata di lavoro, quando dallo scanner sulla mia scrivania le solite voci dalle sale operative gracchiavano il codice rosso a Racalmuto. L’agognata cena con gli amici saltò, allertai il mio cameramen e corremmo verso Racalmuto… E come spesso accade in Sicilia, certe morti violente dicono più di mille indagini».
21 settembre 1990. È mattina presto quando quel ragazzo deve accorrere in un dirupo e si trova davanti il cadavere straziato del giudice ragazzino, Rosario Livatino. Mentre la grande storia si sveglia e si accorge finalmente che in Sicilia sta accadendo qualcosa che non si era ancora capito, nella mente del cronista l’impressione devastante lascia terreno fertile a tante domande. Si scrivono le cronache dell’efferato omicidio, dopo alcuni anni e tre processi arrivano pure le sentenze. Si indicano i colpevoli negli esecutori materiali, ma i dubbi dell’uomo e del giornalista crescono. Il professionista nato sente che qualcosa non torna. Guarda, rilegge, ma non è convinto. Chi ha ucciso il giudice Livatino? La stidda? E cosa era questa stidda? E gli stiddari chi erano?
Infiammato dalla curiosa febbre della ricerca, prende a rileggere le cronache, tomi e tomi di atti giudiziari, migliaia di pagine di verbali di interrogatori, legge decine e decine di libri. Insegue magistrati per tutta Italia e perseguita gli investigatori, si mette pazientemente a raccogliere le testimonianze dei protagonisti di quegli anni, non solo dei giudici e degli uomini politici, ma anche dei “criminali”, dei Killer e di quelli che tutti chiamano stiddari. Li cerca nelle carceri di tutta Italia e si avventura persino a incontrare i collaboratori di giustizia in tempi e luoghi sospesi nel nulla. Così la sua penna di fuoco torna a divampare e incendia la curiosità del lettore, che lo segue una pagina dopo l’altra in un’indagine sconvolgente per la sua poliedricità. Si cammina lungo un percorso multidimensionale che è antropologico, sociologico, storico e giuridico al tempo stesso. Si percorre un’inchiesta giornalistica farcita col talento letterario e l’abilità narrativa che caratterizzano la scrittura di Carmelo Sardo, che con le righe confeziona racconti che hanno il sapore delle storie ottocentesche dei vecchi masnadieri.
È un lavoro di ricostruzione della storia di una guerra di mafia, eseguito lasciandone parlare i protagonisti in assoluto rispetto. Non cambiano i fatti, ma la notizia non può restare la stessa, perché la spiegazione è cambiata in questa scalata a monte, al di là delle vette dell’ovvietà. E si scopre la pregnanza del titolo provocatorio, che racchiude la natura degli stiddari come cani sciolti, scevri da ogni vincolo di affiliazione e fedeli solo al loro branco, che è mosso per lo più da un istinto di sopravvivenza e autodifesa.
Nella seconda parte, l’Autore che continua a tenere incollato il lettore con il passo serrato del racconto e il taglio sferzante che sa a donare alle pagine, non si trattiene più egli stesso e si arrende a che la prosa fiorisca in un vero romanzo. Un romanzo dove si sente, come nella narrativa più alta, l’affetto di chi scrive per alcuni dei suoi protagonisti. Svela e rivela la storia, Carmelo Sardo, e un canto corale affiora dalle ultime pagine: è il commiato al giudice buono e la melodia stonata del dramma “fine pena mai”, con tanto di accompagnamento di dubbi. Fra le righe restano come note le parole del giudice credente: «Al termine della vita non ci sarà chiesto se siamo stati credenti, ma credibili».
Circolo della Lettura ‘Barbara Cosentino’ - Roma
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Recensito in Italia il 17 maggio 2020
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Recensito in Italia il 2 giugno 2021
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Recensito in Italia il 31 gennaio 2018
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Recensito in Italia il 2 ottobre 2017
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Recensito in Italia il 29 novembre 2017
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Recensito in Italia il 5 novembre 2017
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Recensito in Italia il 15 ottobre 2020
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5,0 su 5 stelle libbro molto interessante
Recensito in Germania il 26 gennaio 2021
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